Ogni professionista o impresa, prima o poi, si trova davanti a una fattura scaduta che il cliente non paga.
Passano i giorni, partono i primi solleciti, magari qualche telefonata, ma il pagamento non arriva. A quel punto è normale chiedersi se abbia ancora senso insistere o se si stia semplicemente perdendo tempo, energie e denaro. Capire quando un credito è davvero “inesigibile” è importante sia per le scelte legali, sia per le valutazioni contabili e fiscali.
Un credito non diventa inesigibile solo perché il cliente non paga. Si parla di inesigibilità quando, anche utilizzando gli strumenti a disposizione, non ci sono più concrete possibilità di recupero. Succede, ad esempio, se il debitore è fallito, se risulta ufficialmente privo di beni aggredibili o se tutte le azioni esperibili si sono rivelate inutili. Prima di arrivare a questa conclusione, però, è necessario avere un minimo di quadro sulla situazione del debitore e sulle reali possibilità di azione.
In pratica, prima di rinunciare a una fattura conviene raccogliere e ordinare tutta la documentazione relativa al rapporto: preventivi, ordini, contratti, documenti di trasporto, e-mail, solleciti e ogni comunicazione utile a dimostrare l’esistenza del credito. È altrettanto utile verificare in che condizioni si trovi il debitore, ad esempio consultando le visure camerali o informandosi sull’esistenza di procedure in corso, fallimenti o altri pignoramenti. Su questa base si può valutare se iniziare un’azione legale abbia ancora un senso economico, oppure se i costi supererebbero verosimilmente i benefici. In alcuni casi, può essere opportuno percorrere strumenti più rapidi, come il decreto ingiuntivo, che permette di ottenere un titolo esecutivo in tempi tendenzialmente più brevi.
Il coinvolgimento di un avvocato diventa utile quando le fatture non pagate sono più di una, quando lo stesso cliente è ripetutamente inadempiente, quando si vogliono avviare indagini patrimoniali mirate o quando c’è bisogno di documentare con precisione la situazione anche ai fini contabili e fiscali.
Un confronto con un professionista consente di capire se convenga ancora agire per recuperare il credito o se, al contrario, sia più prudente considerarlo definitivamente perso e concentrare le risorse sui rapporti commerciali più solidi.